Happening, Scenografie, Installazioni
Sinossi
A partire dagli anni sessanta, con l’emergere di fenomeni sociali che vanno dalla controcultura agli hippies, fino alle contestazioni studentesche, le e i giovani dell’architettura italiana propongono alternative per manifestare i loro ideali con forme di progetto che rifiutano le consuetudini, sia nella sostanza delle opere, sia nella loro presentazione.
Tramite modalità non dissimili da quelle promosse dagli artisti impegnati nella creazione di happening, scenografie e installazioni, anche le mostre di architettura ripensano la loro natura. Le esposizioni accolgono contaminazioni disciplinari che nascono da sperimentazioni didattiche alternative o dalla prefigurazione di possibili futuri per contesti cittadini o agresti.
Attraverso l’occupazione di alcuni spazi, la riappropriazione di luoghi urbani o periferici in chiave ecologica e la richiesta di partecipazione delle comunità, vengono ridefinite le modalità di pensare al progetto. Le esperienze delineatesi alla fine degli anni sessanta persistono nel corso degli anni successivi nonostante il mutamento dell’orizzonte culturale.
Ciò che è accaduto a partire dagli anni ottanta, in celebri sedi istituzionali nazionali, con le installazioni a tema affidate a noti architetti italiani e stranieri, ha segnato un capitolo decisivo nella forma dell’enunciazione del progetto d’architettura in continuità con gli strumenti creativi e teorici che erano stati sperimentati nel corso degli anni sessanta.
Capitoli
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Dispositivi per la rifondazione di un progetto ambientale in Italia, tra anni sessanta e anni ottanta del XX secolo
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La mutazione della città in un “campo” di contaminazione: “Pollution” o del “metodo Frankenstein”
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Per la coltivazione di un luogo ideale. Gianfranco Baruchello e l’esperienza di Agricola Cornelia S.p.A. 1973-1981. Pratiche e modelli tra arte e agricoltura
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“Il territorio impossibile” della Biennale di Venezia, 1978: allestimenti radicali di “natura” e “antinatura”
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Mostre, università e luoghi dell’in-between: consonanze inattese nel ’68
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La sperimentazione didattica “visualizzata”. Riflessioni sulla città in una serie di mostre alla Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano
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“Una serie di esercizi ginnastici dell’Immaginazione alle parallele della Memoria…”. Le mostre e l’architettura a Roma nella stagione dell’effimero (1977-1985)
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Quale Roma? Le riflessioni di “Roma Interrotta” e degli Incontri Internazionali d’Arte
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Verso un ambiguo Neue Welt? Triangoli e strutture di transito fra Aldo Rossi e Ugo La Pietra
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Esporre l’Oriente nel 1982. Paolo Portoghesi e La Biennale di Venezia dall’Architettura nel “Terzo Mondo” all’Architettura nei Paesi islamici
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Teoremi costruiti in legno. Allestimenti di Gehry, Krier, Rossi, Purini & Thermes e Gabetti & Isola alla Biennale di Venezia e alla Triennale di Milano
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