Giulio Carlo Argan esordiente e l’architettura contemporanea. Da Sant’Elia a Gropius e Wright via Persico e Pagano, da Torino a Roma, da Lionello Venturi a Giuseppe Bottai
Sinossi
Si propone una rilettura contestualizzata degli scritti giovanili di Argan sull’architettura (in particolare sull’architettura contemporanea) tra il 1930 e il 1941, nell’ottica di una “militanza nel contemporaneo” che scaturisce da una “militanza venturiana” in campo accademico: ciò comporta un avvio in scia alla lezione estetica e politica del maestro, che spiega l’iniziale insoddisfazione nei confronti delle varie declinazioni dell’architettura contemporanea (futurista e modernista/razionalista), per giungere rapidamente ad una rigorosa distinzione tra varie declinazioni del modernismo, grazie alla frequentazione del gruppo di “Casabella”. La pratica di funzionario della tutela, coinvolto in allestimenti museali da progettare o da valutare (quando, da ispettore centrale del Ministero dell’Educazione Nazionale, dovrà supervisionare i colleghi) gli farà apprezzare le possibilità funzionali di una visione razionalista svincolata dall’interpretazione fascista. Ciò gli consentirà, già poco prima della guerra, di approdare ad una propria autonoma valutazione dell’architettura contemporanea, del design e dell’urbanistica che resterà sostanzialmente immutata nella sua successiva carriera universitaria e politica, trovando infine applicazione pratica nell’attività - breve, intensa e incisiva – di sindaco di Roma (1976-1979).
Dowloads
Volume
Pagine
Pubblicato
Collana
Licenza

Questo volume è pubblicato con la licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale 4.0 Internazionale.